Teatro Marco Polo e le città invisibili
Teatro Bellini
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Descrizione Evento
A cinquant’anni dalla sua pubblicazione, Le città invisibili di Italo Calvino approda per la prima volta sui palcoscenici italiani in una riduzione di prosa organica. Non si tratta di una semplice lettura o di un reading, ma di una vera e propria reinvenzione teatrale firmata da Edoardo Erba, che trasforma l’atlante poetico di Calvino in un thriller psicologico e politico di bruciante attualità.
L’incontro tra la scrittura di Edoardo Erba e la visione registica di Giuseppe Dipasquale dà vita a un corpo a corpo serrato tra due archetipi della nostra civiltà: il potere che vuole possedere e catalogare (il Gran Kahn) e l’intelligenza che vuole interpretare e sognare (Marco Polo).
La presenza di Luca Zingaretti garantisce una profondità interpretativa capace di restituire la complessità del personaggio calviniano, rendendolo vicino, carnale, umano. Ad affiancarlo saranno quattro attori tra i quali spiccano Gianluigi Fogacci e Massimo Reale.
In un Oriente che è luogo della mente, un uomo si presenta alla corte di Kublai Kahn dichiarando di essere Marco Polo. È davvero lui o è un impostore? Il Kahn, annoiato da un impero che sente marcire tra le dita, lo sfida: sarà la forza dei suoi racconti a decidere della sua vita. In un’atmosfera sospesa tra l’interrogatorio di stato e il gioco di seduzione, Marco Polo descrive città che sembrano scaturire da un futuro che noi già abitiamo. Le città non sono più solo miraggi poetici, ma diventano diagnosi del nostro presente: metropoli soffocate dai rifiuti, reti invisibili di connessioni digitali, deserti di omologazione. Il duello prosegue fino a una rivelazione finale che scardina i confini del tempo e dell’identità. Attraverso segnali ermeneutici e incursioni nel linguaggio contemporaneo (dagli algoritmi alle sostanze indistruttibili), lo spettacolo svela come il Marco Polo di Calvino sia in realtà lo sguardo dell’uomo di oggi che osserva le macerie e le speranze della modernità. Una messa in scena che rifugge l’esotismo didascalico per puntare su un’estetica simbolica, dove la luce e il vuoto diventano i veri protagonisti del salone imperiale.
Le città invisibili è un titolo che esercita un richiamo magnetico su un pubblico trasversale: dai cultori della grande letteratura ai giovani che riconoscono in Calvino un profeta del loro tempo. È uno spettacolo che interroga la nostra capacità di vivere nelle città contemporanee, offrendo al pubblico non solo un’esperienza estetica sublime, ma anche una risposta etica alla crisi del presente: l’invito a cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e dargli spazio, e farlo crescere.
MARCO POLO E LE CITTÀ INVISIBILI
liberamente tratto da “Le Città invisibili” di Italo Calvino
adattamento e drammaturgia di Edoardo Erba
regia e scene di Giuseppe Dipasquale
con Luca Zingaretti, Gianluigi Fogacci, Massimo Reale e due attrici da definire
costumi Zaira De Vincentiis
musiche Germano Mazzocchetti
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