Teatro I Persiani di Eschilo
Teatro Greco
ConclusiDescrizione Evento
A Susa, capitale dell’Impero persiano, i vecchi dignitari rimasti a guidare il regno sono abitati dall’angoscia: il gran re, Serse, è partito ormai da tempo a capo di un’enorme spedizione contro Atene e non ha ancora fatto ritorno. L’ansia per l’esito della guerra cresce quando Atossa, la madre del re, riferisce di un sogno profetico, che le ha mostrato il figlio caduto nella polvere per mano di una puledra di origine greca. Presto l’angoscia si tramuta in realtà: uno dei pochi superstiti arriva a Susa e riferisce della rotta dell’esercito persiano al largo di Salamina – la flotta di Serse, troppo numerosa, si è fatta accerchiare dalle navi di Atene, e l’esercito persiano è stato massacrato. In preda al terrore, Atossa e il Coro richiamano dall’Ade l’anima del padre defunto di Serse, Dario. Infine, a Susa arriva lo stesso Serse: umiliato, le vesti stracciate, il gran re intona il lamento funebre per i giovani persiani caduti.
Opera di Eschilo
Regia. Àlex Ollè
Traduzione Walter Lapini
Scene Alfons Flores
Costumi Lluc Castells
Musiche Josep Sanou
Disegno luci Marco Filibeck
Video Joan Rodon
Assistente alla regia Simo Ramon Vines
Assistente scenografo Sarah Bernardy
Atossa, Anna Bonaiuto
Messaggero, Giuseppe Sartori
Spettro di Dario, Alessio Boni
Serse, Massimo Nicolini
Capo coro, Marco Maria Casazza
Coreuti: Francesco Biscione, Fabrizio Bordignon, Nicola Bortolotti, Rosario Campisi,
Antonello Cossia, Michele Cipriani, Francesco Migliaccio, Giovanni Nardoni, Stefano Quatrosi, Roberto Trifirò
Corifea: Simonetta Cartia e Elena Polic Greco
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