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Teatro San Carlo

teatrosancarlo.it

Teatro San Carlo
Stagione di balletto 19|20

sabato 21 dicembre, ore 19.00
domenica 22 dicembre ore 17.00
venerdì 27 dicembre ore 20.00
sabato 28 dicembre ore 17.00 e ore 21.00
domenica 29 dicembre ore 17.00
giovedì 2 gennaio ore 18.00
venerdì 3 gennaio ore 17.00 e ore 21.00
sabato 4 gennaio ore 17.00 e ore 21.00
domenica 5 gennaio ore 17.00
pëtr il'ič čajkovskij
LO SCHIACCIANOCI
balletto in due atti e tre scene basato su uno scenario di marius petipa
dalla versione di alexandre dumas padre,
del racconto di e. t. a. hoffmann, nussknacker und maüsekönig.
direttore | karen durgaryan
coreografia | giuseppe picone
scene | nicola rubertelli
costumi | giusi giustino
interpreti
fata confetto |maia makhateli | tatiana melnik | luisa ieluzzi | claudia d’antonio | anna chiara amirante
principe | vadim muntagirov | alessandro staiano | salvatore manzo | danilo notaro
orchestra, balletto e coro di voci bianche del teatro di san carlo
con la partecipazione degli allievi della scuola di ballo del teatro di san carlo
da molti anni il teatro san carlo, come i teatri più importanti del mondo, celebra il natale con la messa in scena de lo schiaccianoci, il balletto più rappresentato durante le feste, che continua ad incantare adulti e bambini. tratta dal racconto di ernst theodor amadeus hoffmann, lo schiaccianoci e il re dei topi, la storia di clara e dello schiaccianoci, che diventerà il suo principe, si snoda in un’atmosfera assolutamente magica e fiabesca, dove tutto può succedere. al debutto, avvenuto al teatro mariinsky di san pietroburgo il 18 dicembre 1892, il ruolo della fata confetto fu affidato ad antonietta dell’era, celebre ballerina italiana dotata di salti e aplombs, con una significativa presenza di bambini nel primo atto. la splendida musica di čajkovskij esalta la coreografia fantasiosa di lev ivanov - assistente di marius petipa, anziano ed ammalato - artista di rara sensibilità. definito anche il balletto dei valzer, da quello dei fiocchi di neve al valzer dei fiori fino all’apoteosi finale, non mancano momenti di grande danza come il pas de deux conclusivo, avvolto da una musica struggente, e brani indimenticabili come la battaglia dei topi e dei soldatini o il divertissementdel secondo atto che include la danza spagnola, araba, russa, cinese e la pastorale. un balletto così – lo schiaccianocianticipa in qualche modo il balletto psicologico del novecento - non poteva non ispirare numerose versioni tra cui quella di george balanchine (1954), rudolf nureyev (1968), john neumeier (1971), roland petit (1973), mark morris (1991), fino a quella di maurice béjart (1998). la versione coreografica di giuseppe picone, creata per il teatro massimo di palermo nel 2016 - l’anno precedente la sua nomina a direttore della compagnia del teatro di san carlo - e ripresa l’anno dopo per il corpo di ballo napoletano in una edizione completamente rinnovata, punta l’accento su clara, sui suoi sogni, sull’amore per lo schiaccianoci e l’affetto per lo zio drosselmeyer. “ho interpretato questo balletto mille volte in giro per il mondo – sottolinea picone - da londra a new york, bordeaux, vienna e perfino in giappone…ho modificato tutte le danze del secondo atto, il valzer dei fiori ma anche quello dei fiocchi di neve che chiude il primo atto. la mia versione è assolutamente classica ma con un tocco di modernità, lontano dal vecchiume dello stile anni ’70”.


venerdì 28 febbraio ore 20.00
sabato 29 febbraio ore 19.00
domenica 1 marzo ore 17.00
martedì 3 marzo ore 20.00
ludwig minkus
DON QUIJOTE (don chisciotte)
balletto in tre atti,
dal romanzo di miguel de cervantes, don chisciotte della mancia.
direttore | david garforth
coreografia | aleksej fadeeĉev
scene e costumi | viaĉeslav okunev
interpreti
kitri | maria kochetkova
basilio | daniil simkin
orchestra e balletto del teatro di san carlo
capolavoro della letteratura mondiale don chisciotte della mancia scritto da miguel de cervantes cominciò ad affascinare il mondo del balletto nella prima metà del settecento. idealista e sognatore, comico ed eroico, sentimentale e temerario, è l’ultimo erede di un mondo cavalleresco che non esiste più. don chisciotte è uno dei grandi capolavori del repertorio classico, un fuoco d’artificio di virtuosismo, espressività, scintillio tecnico. marius petipa, grande maître de ballet francese alla corte degli zar, creò due versioni del balletto: la prima per il teatro bolshoi di mosca (1869) e la seconda per il teatro mariinsky di san pietroburgo (1871) che si impose per la straordinaria e fantasiosa varietà dei passi, le simmetrie rigorose dell’ “atto bianco” (la scena del sogno di don chisciotte) e il celeberrimo pas de deux finale, punto di arrivo per danzatori esperti. la versione, a dir poco spettacolare, con michail baryšnikov, insuperabile protagonista accanto a cynthia harvey con la compagnia dell’american ballet theatre, ha fatto il giro del mondo; al teatro di san carlo quella di rudol’f nureev è andata in scena nel 1982 (creata nel 1966 per l’opera di vienna) e ha lasciato ancora il segno. la sfavillante edizione di aleksej fadeečev (dall’originale di marius petipa), rappresentata al teatro di san carlo cinque anni fa con svetlana zakharova, torna ad incantare con la sua atmosfera solare, allegra, divertente e di grande bellezza coreutica. “la versione di fadeečev mi è piaciuta moltissimo – racconta giuseppe picone - in questi ultimi tre anni ho scelto balletti di stile classico, rigoroso, pulito per far crescere la compagnia, ora è il momento di affrontare questo capolavoro: lo rappresenteranno con classe e credo che saranno fantastici! e poi napoli è spagnoleggiante, ha un fuoco interiore, c’è il vesuvio… sarà un’esplosione di danza”.


venerdì 17 aprile ore 20.00
sabato 18 aprile ore 17.00 e ore 21.00
domenica 19 aprile ore 17.00
wolfgang amadeus mozart
AMADÉ
musiche di wolfgang amadeus mozart
eseguite dal vivo dal quartetto d’archi del teatro di san carlo
pianoforte | alexandra brucher | aniello mallardo
nuova creazione per il balletto del teatro di san carlo
coreografia | juliano nuñes
design interattivo | matteo vinti
costumi | agnes letestu
interpreti | polina semionova | friedemann vogel
balletto del teatro di san carlo
nuova creazione per il balletto del teatro di san carlo, il titolo è un chiaro riferimento all’autore della musica, amato, apprezzato, imperterrita ed inarrestabile fonte di ispirazione: amadeus mozart. classe 1990, giovanissimo, juliano nuñes si è formato al conservatorio brasiliano di danza a rio de janeiro. dopo le prime esperienze di lavoro in germania, tra cui anche il balletto di lipsia, si è traferito al balletto reale delle fiandre, diretto da sidi larbi cherkaoui. ha lavorato con akram kahn, ohad naharin, merce cunningham, william forsythe, hans van manen e yuri grigorovič, solo per citarne alcuni, sviluppando una grande esperienza e versatilità nel panorama contemporaneo. il suo particolare talento coreografico si è concretizzato nel 2017 quando ha creato back forward back per il balletto delle fiandre. acclamato dalla critica e dal pubblico, la sua carriera di coreografo è in forte ascesa tanto che sta lavorando con alcune delle migliori compagnie del mondo, dall’opéra di parigi al national ballet of canada fino al teatro mariinsky di san pietroburgo e al royal ballet di londra, oltre al birmingham royal ballet, diretto da carlos acosta. “sono un amante sfegatato di mozart – racconta giuseppe picone – nutro per lui un amore viscerale. ho seguito per due anni il lavoro di nuñes sui social e ne sono rimasto molto colpito. gli ho chiesto di venire a lavorare al teatro san carlo e gli ho consigliato di dedicarsi esclusivamente alla coreografia perché ha un talento straordinario. amadè coinvolgerà tutta la compagnia, circa trenta elementi, e parteciperò anche io accanto a polina semionova e friedemann vogel. lo stile di nuñes è completamente contemporaneo, pieno di off balance. il suo movimento fluido si smonta, si disarticola completamente e si ricompone in nuovi passaggi, ogni volta diversi in continuo divenire. sarà un qualcosa di veramente innovativo, anche col supporto delle immagini del video designer matteo viti e dei costumi disegnati da agnes letestu, étoile dell’opéra di parigi”.


venerdì 31 luglio ore 20.00
sabato 1 agosto ore 19.00
domenica 2 agosto ore 17.00
maurice ravel
COME UN RESPIRO
musica | georg friedrich handel
coreografia | mauro bigonzetti
costumi | helena de medeiros
BOLERO
musica | maurice ravel
coreografia | giuseppe picone
costumi | alberto canestro
interpreti
etoile | svetlana zakharova | giuseppe picone
balletto del teatro di san carlo
come un respiro | bolero mette in scena due coreografie: come un respiro di mauro bigonzetti e bolero di giuseppe picone. nel 2017 bigonzetti, sulla musica evocativa di haëndel, ha creato per il teatro alla scala una lunga coreografia in due atti dal titolo progetto haëndel, con svetlana zakharova, in scena quest’anno al teatro bolshoi di mosca in versione ridotta. come un respiro ne è un estratto della durata di quarantacinque minuti. mauro bigonzetti è un coreografo molto fertile che nella sua lunga carriera artistica ha spaziato in lungo e in largo e questo titolo, in tutta la sua produzione, è quello che racchiude i suoi elementi creativi più significativi, dalla tecnica allo stile, all’atmosfera rarefatta. bolero, sulla celebre musica di maurice ravel, è una coreografia creata da giuseppe picone nel 2014 per il teatro comunale di piacenza. “é un viaggio attraverso la solitudine – spiega giuseppe picone, autore e interprete – da giovani si pensa di essere autosufficienti ma non sempre è così…il nostro errore, come esseri umani, è quello di chiuderci nel momento del bisogno invece di chiedere aiuto. é successo anche a me quando ho pensato di essere più forte della vita che in certi momenti mi ha buttato a terra…mi sono lasciato prendere dalla superficialità, sbagliando. le tre donne in scena rappresentano la fragilità, i tre uomini la forza, cercano di aiutare il protagonista ma lui non accetta e morirà solo, circondato dalla superficialità, imprigionato dall’immagine riflessa negli specchi. la verità è che ci sono sempre persone che ti allungano una mano, bisogna aprirsi, la solitudine non porta a nulla e soprattutto la vita è sempre più forte… questo progetto è andato in scena al teatro antico di taormina nel 2015 e ora, per la prima volta, al teatro di san carlo. sono molto emozionato di tornare a ballare, finora ho preferito essere poco presente in scena perché c’è tanto da fare, l’organizzazione di una compagnia è complicata, richiede tempo e disponibilità e non è facile conciliare le due cose”.


venerdì 9 ottobre ore 20.00
sabato 10 ore 19.00
domenica 11 ore 17.00
sergej prokof’ev
CENERENTOLA
balletto su musica di sergej prokof’ev
su uno scenario di nikolay volkov
coreografia originale di giuseppe picone
direttore | nicola giuliani
scene | nicola rubertelli
costumi (dal repertorio del teatro di san carlo) | giusi giustino
interpreti
cenerentola | marianela núñez | claudia d'antonio
principe | vadim muntagirov | alessandro staiano
orchestra e balletto del teatro di san carlo
con la partecipazione degli allievi della scuola di ballo del teatro di san carlo
la celebre fiaba di charles perrault è una delle storie più amate. umiliata dalla matrigna e dalle sorellastre, cenerentola non perde la capacità di sognare riuscendo a realizzare il suo desiderio di felicità. nell’immediato dopoguerra – la prima rappresentazione andò in scena al teatro bolshoi di mosca il 21 novembre 1945 – il balletto tornò sulle scene del mondo coreografico. a superare tutte le precedenti edizioni fu la versione di frederick ashton in scena al covent garden di londra nel 1948. nel 1955 carla fracci, non ancora ventenne, stupì il pubblico con la sua interpretazione che la accompagnò per molti anni. la meravigliosa partitura di prokof’ev, acuta, dinamica ed incalzante tanto da sottolineare le scene comiche e grottesche, raggiunge vette altissime nei meravigliosi e vorticosi valzer del secondo atto. la versione coreografica di rudol’f nureyev (1986) in scena al teatro di san carlo nel 1991, era ambientata nella hollywood degli anni trenta; quella di matthew bourne (1997) a londra, durante la seconda guerra mondiale. tra le produzioni contemporanee spicca la cendrillon di maguy marin (1985), una satira feroce del mondo dell’infanzia. “la mia creazione – aggiunge giuseppe picone - è andata in scena per la prima volta al teatro di san carlo nel 2017, ero appena stato nominato direttore della compagnia. é un balletto che amo moltissimo perché il ruolo del principe mi ha portato fortuna a diciannove anni quando ero all’english national ballet, poi è stato il mio debutto all’american ballet theatre, in seguito al teatro dell’opera di roma (2005) carla fracci creò per me una nuova versione del balletto che ho danzato ancora al teatro filarmonico di verona con maria grazia garofoli e a vienna con renato zanella…insomma ha accompagnato la mia carriera. artisticamente ho puntato molto sulle sorellastre mentre per la tecnica sul ruolo di cenerentola. la partitura di prokof’ev, anche se molto difficile, mi fa impazzire, ciascun passaggio mi è venuto naturale, riesco a seguire ogni accento musicale. con questo balletto siamo stati invitati al festival di granada, in spagna, e siamo andati in tournée al ncpa di pechino”.
stagione di concerti 2019|2020

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Napoli 21 ottobre 2019 ore Teatro San Carlo
Napoli 11 ottobre 2020 ore Teatro San Carlo

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